giovedì 5 gennaio 2017

Il mercato di Rialto

Amo Venezia alla follia. Credo sia questa la frase più adatta per iniziare. La visito almeno una volta l’anno e ogni volta scopro scorci e particolari mai notati prima. E’ una città che non mi annoia mai!
Durante queste vacanze abbiamo esplorato la zona di Rialto, per visitare il famoso mercato ittico e fotografare i venditori, il via vai di gente tra i banchi, e ovviamente il pesce, ça va sans dire!
Il mercato di Rialto è antichissimo, i suoi riti si ripetono ogni giorno da almeno mille anni. L’edificio è stato più volte rimaneggiato, la gente è diversa, ma lo spirito resta sempre lo stesso, e non fatico a immaginare le persone che centinaia di anni fa animavano questo posto compiendo gli stessi gesti che vediamo oggi: il vociare dei venditori che richiamano la gente, i pescatori in disparte che puliscono il pesce, i compratori che osservano attenti la merce. Tutto questo a pochi passi dal Canal Grande.
Ma il mercato di Rialto non è solo il mercato del pesce. Nel Campo de la Pescheria infatti non mancano i banchi di frutta e verdura, dove i prodotti vengono esposti in bell’ordine per attirare i passanti. E visto che ci siamo, perché non regalare (o regalarsi) anche un mazzo di fiori freschi da portare a casa?
Dopo tutto questo girare d’obbligo fermarsi per uno spuntino, magari da accompagnare con un bicchiere di vino, al vicino “Al Mercà”, un piccolissimo bacaro che offre dei panini favolosi. Quello al tonno, radicchio e cren resta ancora nei miei pensieri!
Se passate per Rialto, andate di buon mattino a visitare questo posto, dove si può ancora ammirare l’anima autentica della città e dei suoi abitanti.






























































































































































martedì 13 dicembre 2016

Lussekatter














































Oggi è il giorno di Santa Lucia e in alcune zone d’Italia il 13 Dicembre è importante tanto quanto il 25. Nella notte tra il 12 e il 13, infatti, Santa Lucia passa di casa in casa per distribuire doni ai bambini, così come fa Babbo Natale la notte della vigilia!
Dove abito io questo giorno non si festeggia in modo particolare, ma da quando conosco mio marito, che è di Verona, ho imparato a conoscere e a considerare questo come un giorno speciale…anche perché puntualmente Santa Lucia lascia al suo passaggio un cesto pieno di cioccolatini e biscotti di pasta frolla!
Quest’anno ho voluto festeggiare a modo mio con questi panini dolci svedesi. In Svezia, così come negli altri paesi scandinavi, il giorno di Santa Lucia è particolarmente sentito e la mattina del 13 la figlia maggiore di ogni famiglia, vestita di bianco e con in testa una corona di biancospino e delle candele, offre agli adulti di casa del caffè e questi dolcetti tipici, chiamati Lussekatter.

Questa mattina non mi sono messa una veste bianca, né tantomeno ho indossato una corona di candele, ma mi sono divertita comunque a preparare e a offrire ai miei cari questi dolci allo zafferano!

Lussekatter (per 24 panini)

2 bustine di zafferano in polvere
1 cucchiaio di vodka
2 bustine (14 g) di lievito di birra secco
200 g di zucchero
300 ml di latte
1 uovo
200 g di burro
1 cucchiaino di sale
750 g di farina
48 acini di uvetta

Per la spennellatura finale:

1 uovo e 2 cucchiai di acqua

Far sciogliere lo zafferano nella vodka.
In una ciotolina a parte mescolare qualche cucchiaio di latte con il lievito di birra e lasciar agire per 10 minuti.
Far sciogliere il burro e aggiungerlo al latte rimanente.
In una ciotola capiente versare la farina, aggiungere il lievito, lo zucchero, il latte con il burro e lo zafferano sciolto nella vodka. Mescolare leggermente e aggiungere infine il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Coprire con un canovaccio umido e lasciar riposare fino al raddoppio del volume.
Dividere l’impasto in 24 parti uguali. Con le mani creare dei cilindri di circa 10 centimetri. Coprire e lasciar riposare per 10 minuti. Riprendere ciascun cilindro e allungare l’impasto fino ad arrivare a una lunghezza di circa 20 cm. Arrotolare una delle estremità su sé stessa fino a arrivare a metà della lunghezza del cilindro. Arrotolare anche l’altra estremità su sé stessa, ma dalla parte opposta alla precedente, arrivando anche in questo caso alla metà della lunghezza del cilindro. Si otterrà così una specie di esse.
Procedere così per tutti gli altri cilindri. Disporre i panini su una teglia foderata di carta forno, ben distanziati tra loro. Per ogni panino disporre al centro delle due “chiocciole” un acino di uva passa. Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare fino al raddoppio.
Preriscaldare il forno a 220°C.
Spennellare ciascun panino con l’uovo leggermente sbattuto insieme a 2 cucchiaio di acqua.
Infornare e lasciar cuocere per circa 5 minuti, o finchè la superficie dei panini sarà ben dorata.T
Togliere dal forno e lasciar raffreddare su una grata.
 

martedì 15 novembre 2016

Pane al miglio soffiato e semi di papavero


E’ passato un po’ di tempo dall’ultima ricetta di pane. Nonostante continui a rinfrescare la mia pasta madre ogni settimana, negli ultimi tempi non riuscivo più a panificare, oppure mi limitavo a preparare una veloce focaccia.
Con l’arrivo della stagione più fredda, complici anche i weekend di pioggia, sono riuscita a trovare un po’ di tempo anche per coccolare il mio lievito e dargli la possibilità di esprimersi in preparazioni un po’ più originali!
Una dei primi pani che ho sfornato è questo con i miglio soffiato e semi di papavero, molto soffice e con un sapore di “tostato”, dato dal miglio. L’unica pecca è che si è volatilizzato in un paio di giorni!! 

Pane al miglio soffiato e semi di papavero
(ricetta tratta da “Pasta Madre”, di Riccardo Astolfi, e modificata da me)

150 g di pasta madre rinfrescata
250 ml di acqua tiepida
500 g di farina 0
50 g di miglio soffiato
2 cucchiai di semi di papavero
2 cucchiaini di sale

Far sciogliere la pasta madre nell’acqua. Aggiungere metà della farina e cominciare a impastare. Versare poi il miglio soffiato e i semi di papavero , la restante farina e continuare a lavorare l’impasto. Aggiungere per ultimo il sale e impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
Trasferire su una ciotola, sigillata con della pellicola, e far lievitare fino al raddoppio di volume. Riprendere l’impasto e stenderlo formando un rettangolo. Piegare in tre, ruotare di 90 gradi e stendere di nuovo a formare un rettangolo. Piegare di nuovo in 3. Formare un filoncino e trasferirlo su una teglia o uno stampo da plum cake foderati di carta forno. Lasciar lievitare per un paio d’ore.
Preriscaldare il forno a 250°C.
Infornare il pane e cuocere per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 200°C e cuocere per altri 30 minuti o fino a quando sarà ben dorato.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare su una grata.
 

martedì 1 novembre 2016

Cucina regionale: gli "nZuddi"





















































Alla fine di Ottobre mi piace preparare dei biscotti tipici di questo momento particolare dell’anno, in cui si ricordano le persone che ormai non ci sono più. Un periodo così tanto sentito che in ogni regione si trova una ricetta tipica che lo commemori.
Negli anni passati ho provato le fave dei morti, in versione veneziana e laziale, le ossa di morto e questa volta mi sono cimentata negli “nZuddi”. Questi biscotti catanesi prendono il loro nome da Vincenzo, “nZuddu”, in siciliano, perché originariamente questi biscotti venivano preparati dalle suore Vincenziane di Catania.
Sono dei biscotti morbidi e profumati, perfetti da accompagnare con una tazza di tè o, visto il periodo, di vin brulè.
 
“nZuddi” (per circa 30 biscotti)

500 g di farina
300 g di zucchero
5 g di ammoniaca per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
100 g di burro morbido
2 uova
60 ml di Marsala (io l’ho sostituito con del Passito)
Mandorle intere tostate q.b.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Mescolare con un cucchiaio la farina insieme allo zucchero, alla cannella e all’ammoniaca. Aggiungere quindi il burro tagliato a piccoli pezzi , le due uova e il Passito. Impastare con le mani fino ad ottenere un composto compatto (nel caso l’impasto fosse troppo secco aggiungere un po’ di Passito).
Creare delle palline delle dimensioni di una noce e disporle, ben distanziate fra loro, su una teglia foderata di carta oleata. Disporre sopra ogni pallina una mandorla intera e premere leggermente.
Infornare per circa 12 minuti o finchè i biscotti saranno dorati in superficie. Togliere dal forno e lasciar intiepidire prima di togliere i biscotti dalla teglia.
 

giovedì 6 ottobre 2016

Banana bread


















































Non potevo trovare momento migliore per questo banana bread. Un comfort food per eccellenza che aiuta ad affrontare meglio le nuvole grigie di queste giornate ormai davvero pienamente autunnali. E’ arrivato il momento di tirare fuori i plaid e i calzettoni per le sere più fredde e di accendere qualche candela, che crea l’atmosfera!
Ho finalmente ripreso dalla mensola della cucina la mia pentola in cotto per inaugurare la stagione delle zuppe e vellutate di verdure… e la cioccolata calda comincia pian piano a farsi spazio tra i miei pensieri!!
Questo banana bread accompagnerà le vostre colazioni e merende proprio in queste giornate, in cui si ha bisogno di un po’ di coccole in più. Mangiato tiepido poi è davvero il massimo.  

Banana bread  (per uno stampo da plumcake da 11x30 cm)
(ricetta tratta da “Apples for jam” di Tessa Kiros e leggermente modificata da me)

125 g di burro
180 g di zucchero di canna
350 g di banane molto mature
2 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di cannella
un pizzico di sale
250 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito in polvere
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
3 cucchiai di latte di riso

Preriscaldare il forno a 180°C.

Montare insieme il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Con una forchetta ridurre in purea le banane e aggiungerle al burro insieme alle uova, l’estratto di vaniglia, la cannella e il pizzico di sale. Mescolare bene. Setacciare la farina con il lievito e poi versarla nell’impasto continuando a mescolare. Versare nel latte il bicarbonato e infine aggiungerlo al composto. Amalgamare fino ad ottenere un impasto uniforme. Versare nello stampo precedentemente foderato di carta oleata.
Infornare per 50 minuti o finchè uno stuzzicadenti infilato all’interno del dolce ne uscirà pulito.
 

martedì 27 settembre 2016

The Daring Kitchen Challenge Settembre 2016: Hrapocusa




















































Questo mese la sfida di Daring Kitchen ci porta in Croazia, in un piccolo villaggio chiamato Dol nell’isola di Brac!
Jason, del blog Daily Candor, ci ha infatti sfidato a preparare la Hrapocusa, un dolce a due strati che prevede una base di torta alle mandorle e uno strato superiore alle noci.
 E’ proprio questo topping che mi ha particolarmente colpito, si tratta di una sorta di biscotto croccante alle noci semplicemente favoloso! Prevede una doppia cottura, la prima su fuoco, la seconda al forno, ma il risultato finale ripaga un po’ di fatica in più!
Sicuramente l’ Hrapocusa è una torta fuori dall’ordinario, ringrazio Jason per avermi permesso di conoscere non solo questa ricetta così particolare ma anche il villaggio di Dol che mi era finora sconosciuto…mi è venuta voglia di preparare la valigia e partire per esplorare le isole della Dalmazia!
  
Hrapocusa (per una torta da 20 o 30 cm di diametro)

Per la torta alle mandorle:

250 g di mandorle intere
1 e ½ cucchiai di liquore alle ciliegie
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di zucchero
6 tuorli+2 albumi
1/2 arancia

Per il topping di noci:

400 g di noci
400 g di zucchero
4 albumi
1/2 limone
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

Preriscaldare il forno a 250°C.
Tritare finemente le mandorle con il mixer. Tenere da parte.
Nella ciotola dell’impastatore versare la scorza e il succo della mezza arancia, l’estratto di vaniglia e lo zucchero. Mescolare finchè tutto sarà ben amalgamato. Aggiungere quindi i 6 tuorli e montare finchè il tutto sarà omogeneo. In una ciotola a parte montare a neve i due albumi. Aggiungerne metà al composto di uova e zucchero insieme a metà delle mandorle tritate. Incorporare delicatamente. Versare infine il restate albume montato e le mandorle e amalgamare anche queste.
Versare in uno stampo per dolci con il fondo foderato di carta forno.
Infornare e abbassare subito la temperatura a 200°C. Cuocere per circa 5 minuti, poi abbassare la temperatura a 176°C e cuocere per 15 minuti. Abbassare ulteriormente a 160°C e cuocere per altri 15 minuti. La torta è pronta quando uno stecchino infilato al centro del dolce esce pulito (se avete scelto una tortiera da 30 cm il dolce si cuocerà più velocemente).

Mentre la torta è in cottura preparare il topping. Tritare grossolanamente i gherigli di noce, lasciandone qualcuno intero. Porli su una pentola capiente insieme allo zucchero e agli albumi. Cuocere a fuoco basso finchè gli albumi non avranno assunto una colorazione color caramello. A questo punto aggiungere la scorza e il succo di mezzo limone e l’estratto di vaniglia. Mescolare bene.
Quanto la torta è pronta toglierla dal forno e distribuire sulla superficie il composto di noci. Cuocere in forno a 160°C per altri 15 minuti, o finchè la superficie avrà assunto una colorazione dorata. Togliere quindi dal forno e lasciar raffreddare per circa 90 minuti prima di toglierla dallo stampo e rimuovere la carta forno.

 

venerdì 29 luglio 2016

Torta al cioccolato e avocado

Purtroppo la mia voglia di torte non conosce stagioni e anche se mi ero ripromessa di andarci cauta con il forno, durante il periodo estivo, alla fine non ce l’ho fatta!
Però cercate di capire, è difficile resistere alla tentazione di provare quella torta al cioccolato e avocado che avevi visto qualche tempo fa e che per qualche misterioso motivo ti torna alla mente solo ora. E così non ti resta altro che andare al supermercato a comprare l’avocado, impastare e accendere il forno, non c’è scampo!!
La ricetta originale prevedeva anche un frosting al cioccolato, ma ho pensato che, viste le temperature, potevo anche farne a meno e alleggerire un po’ la torta. Così l’ho lasciata nature, con tutte le sue meravigliose crepe in superficie!!
 
Torta al cioccolato e avocado 
(per una torta da 16 cm di diametro)
(ricetta tratta da qui e modificata da me)

1/2 avocado maturo (circa 70 g)
150 g di zucchero di canna
175 g di farina 00
25 g di cacao amaro (del tipo olandese)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito per dolci
200 ml di latte di riso
75 ml di olio di semi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160°C. Foderare con della carta oleata il fondo di una tortiera di 16 cm di diametro con apertura a cerniera.

Montare con le fruste l’avocado insieme allo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere quindi tutti gli altri ingredienti e mescolare finchè tutto sarà ben amalgamato.
Trasferirei il composto nella tortiera e infornare per circa 25-30 minuti, o finchè uno stuzzicadenti inserito al centro del dolce ne esce pulito.
Sfornare quindi la torta e lasciarla raffreddare prima di toglierla dallo stampo.
 

lunedì 25 luglio 2016

Attimi d'estate

Dopo un timido inizio l'estate è ora al suo massimo splendore. Essendo la stagione in cui sono nata sono particolarmente legata a questo periodo dell'anno e qualche giorno fa, durante una passeggiata, ho voluto immortalarne alcuni attimi. Ad accompagnarmi il mio nuovo obiettivo, un 50mm f1.4, che mi sono regalata per il mio compleanno e di cui sono già follemente innamorata!























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